scritto/traduzione di : Sara Mostaccio

I vegetariani lasciano vivere gli animali: massimo benessere per gli animali

EVU invia un e-mail a Horst Seehofer, Federal Minister of Food, Agriculture and Consumer Protection (Ministro federale per cibo, agricoltura e tutela del consumatore), in Germania, e a Markos Kyprianou, Commissario europeo per la Salute.

 

Gentili Signori,

a nome del consiglio e delle organizzazioni membre dell’Unione Vegetariana Europea vorrei ringraziarvi per aver organizzato la conferenza “Animal Welfare – Improving by labelling?”(Benessere animale
– migliorare attraverso le etichette?) del 28 marzo 2007.

Apprezziamo che la Commissione e il Parlamento Europeo abbiano già attuato molti cambiamenti positivi nei confronti della vita animale e progettano di procedere lungo questa strada nonostante gli enormi
ostacoli posti da alcuni membri dell’UE. Le evidenti resistenze da parte di alcuni politici nazionali rendono ogni sforzo nel campo del benessere animali ancora più lodevole, importante e urgente.

Tuttavia, vogliamo sottolineare che, mentre un miglior trattamento renderà la vita più facile agli animali, non c’è differenza riguardo all’esito finale e fatale: sono destinati a morire. Il vegetarianesimo offre una via d’uscita a questo eccidio e al dilemma morale, ecologico, finanziario e legato alla salute pubblica che lo accompagna.

Senza dubbio il numero di chi rifiuta la carne sta crescendo velocemente e accelererà ancora. Dopo tutto, sono soprattutto donne giovani e con un alto livello di educazione a scegliere oggi di vivere senza carne – e saranno loro ad educare i bambini di domani. Inoltre, grazie anche alla FAO (Livestock a major threat to environment – Il bestiame la maggior minaccia per l’ambiente ), la gente diventa sempre più consapevole della devastazione climatica creata dall’allevamento animale e trae le proprie conclusioni.

Considerando l’aumento della consapevolezza pubblica a proposito dell’enorme danno che comporta per tutti noi la produzione di carne e a causa del conseguente incremento del numero dei vegetariani, vogliamo suggerire un ruolo dinamico ai governi nazionali e ai corpi internazionali: includete il vegetarianesimo in ogni deliberazione futura che riguardi benessere animale, questioni relative alla salute
umana o animale, ambiente, tendenze nei consumi etc.

Riguardo alla prevista “etichetta di benessere animale” vorrei far presente che esiste un’alternativa migliore: l’etichetta V dell’EVU garantisce “prodotti che non contengono prodotti macellati”.

Cordialmente,
Renato Pilcher
Presidente
Unione Vegetariana Europea (EVU)

Citazione:
Naturalmente l’allevamento libero in fattoria è molto più umano dell’allevamento intensivo. Ma se la ragione della vita animale in questo mondo è trarne profitto macellandoli, c’è ben poca umanità in questo.

Bonnie Erbe