scritto/traduzione di : Sara Mostaccio
Oggi 815 milioni di persone, cioè il 17 per cento
della popolazione dei paesi sviluppati, sono affamati. La percentuale non è cambiata molto dal 1990 (20 per
cento) e si teme che possa ancora
mantenersi ad un livello inaccettabilmente alto (11 per cento) nel 2015.
Questa difficile situazione di precari approvvigionamenti di cibo comporta già drammatiche conseguenza
in circostanze “normali”, ma che proporzioni assumerà quando i raccolti saranno cattivi?
E lo sono già adesso: le difficili condizioni climatiche in molte parti del mondo, specialmente Australia,
Argentina e Brasile, distruggono i raccolti. Il continuo riscaldamento e la siccità minacciano le colture tanto
che bisognerà aspettarsi una considerevole diminuzione delle riserve di cibo mondiali.
Il fatto che
la domanda mondiale di cereali ecceda i limiti di produzione è una conseguenza della costante crescita del
consumo di carne. Sfortunatamente questa semplice verità non può essere dimostrata in alcun modo.
L’unica risposta ufficiale al sinistro scenario consiste in avvertimenti ma quale aiuto possono offrire le sirene
di allarme se non indicano anche una via di fuga?
Se ogni organizzazione, internazionale o nazionale, avesse
un piano per affrontare la minaccia, sarebbe il momento giusto per metterlo in atto e prevenire il solito andamento
delle cose: le popolazioni ricche nutrono i propri animali d’allevamento con grano, frumento e soia mentre le
popolazioni affamate non possono permettersi di nutrire i propri figli.
L’Unione Vegetariana Europea
sottolinea che la minaccia di pessimi raccolti ancora una volta dimostra l’urgente necessità di un nuovo
approccio nell’affrontare la fame nel mondo: il vegetarianesimo. Lo stile di vita compassionevole previene lo
sperpero delle risorse che la produzione di carne comporta: 6000 chili di carote, 4000 chili di mele e 1000 chili di
ciliegie possono essere coltivate nello stesso spazio di terra che al momento produce non più di 50 chili di
carne.
Visto questo evidente spreco, si rendono urgenti delle modifiche fondamentali. La carne è un
lusso che, soprattutto sotto gli aspetti di umanità e solidarietà, non ci si può più
permettere.
Renato Pichler Presidente Unione Vegetariana Europea
Sito: www.euroveg.eu, Email:
evu (at) euroveg.eu
Nota: Gli EVU Talks 2007 dal titolo "La
risposta vegana alla fame nel mondo" offrono una tribuna di discussione del problema.