Comunicato stampa dell'EVU



Lettera aperta al dott. Jacques Diouf,
Direttore Generale dell'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO).



23 marzo 2005

Egregio dott. Diouf,
in un comunicato stampa del 21 marzo 2005 dal titolo Water for Life (Acqua per la vita), la FAO ricordava le strategie appropriate per un migliore uso dell'acqua, segnalando tra l'altro come venga usata una tonnellata d'acqua per produrre un chilogrammo di frumento.

L'Unione Vegetariana Europea ritiene che sarebbe stato opportuno citare anche le ben più consistenti risorse d'acqua necessarie per la produzione della carne.

Già  lo scorso aprile, lo Stockholm International Water Institute (istituto internazionale per l'acqua con sede a Stoccolma) ha dichiarato che "sarà  enorme il fabbisogno idrico nel settore agricolo; l'acqua per l'agricoltura diverrà  di conseguenza un argomento cruciale nei prossimi decenni." (1)

Nel rapporto per il 2004 dell'associazione animalista britannica Compassion in World Farming, si legge: "Nel suo libro, Cadillac Desert: the American West and its disappearing water, Maerc Reisner sostiene che per produrre mezzo chilo di grano sono sufficienti dai 400 ai 1.000 litri d'acqua mentre ne servono da 20 ad 80 volte di più per produrre una pari quantità  di carne di manzo. La rivista New Scientist riporta il 18 maggio 2002 uno studio pubblicato su Forbes nel 1998 in cui si afferma che sono necessari 50.000 litri di acqua per produrre un chilogrammo di carne di manzo. David Pimentel, un esperto sulle risorse idriche della Cornell University, ritiene che questi dati siano una sottostima e indica una quantità  doppia, ovvero 100.000 litri d'acqua per un chilogrammo di carne di manzo, mentre ne bastano 500 per un chilogrammo di patate, 900 per frumento ed alfalfa, 1.100 per il sorgo, 1.400 per il mais, 1.900 per il riso e 2.000 litri per la soia.

In un simile contesto va inoltre ricordato che un'enorme percentuale dei raccolti di cereali nel mondo non sono destinati al consumo delle popolazioni affamate ma all'alimentazione degli animali. Lo stesso vale per il 90% della soia proveniente dal Brasile, coltivata distruggendo grandi porzioni della foresta pluviale.

La FAO ha dichiarato che "il settore agricolo sta affrontando una sfida complessa" ed ha elencato una serie di miglioramenti possibili. Purtroppo però non sono stati presi in considerazione né la riduzione del consumo di carne né il vegetarismo. Si tratta di omissioni spiacevoli dal momento che "l'eliminazione completa del consumo di carne da parte di una persona può bilanciare lo spreco di sei persone che non hanno per nulla ridotto i propri consumi di carne" (2); è questo un fatto che andrebbe tenuto in considerazione al momento di valutare l'alimentazione umana più sostenibile.

L'Unione Vegetariana Europea si appella a Lei affinché vengano prese in considerazione le nuove promettenti alternative e si eseguano seri studi sul vegetarismo, uno stile di vita compassionevole e ricco di benefici.

La ringraziamo per l'attenzione.

Cordiali saluti,
Renato Pichler
Acting President
European Vegetarian Union



1) 2004 Stockholm Water Symposium:
http://www.siwi.org/press/presrel_04_SWS%20Conclusions.htm
 
2) Compassion in World Farming Trust: The global benefits of eating less meat (2004)