Comunicati stampa EVU
For Mr. LEE Jong-Wook, Director General of the World Health Organisation
and Mr. David Porter - Non-Communicable Diseases and Mental Health, Global
Strategy on Diet, Physical Activity and Health -
EVU e IVU con la assemblea mondiale della WHO (organizzazione mondiale della salute) 17-19 maggio2004
Strategie globali su dieta, attività fisica e salute (l'argomento principale
"obesità" è discusso oggi)
** Combattere l'obesità con cibi vegetali ricchi di fibre **
Negli Stati Uniti è la seconda causa di morte. L'ondata di obesità e diabete
dal 1980 è guidata da una riduzione dell'attività fisica, e un maggiore
consumo di cibi con poche fibre, molto energetici e poco nutrienti.
L'obesità dall'età media riduce l'aspettativa di vita di quasi un decennio -
comparabile col fumare 20 sigarette al giorno. Il fatto crescente di obesità
nei bambini è di speciale riguardo.
La sfida chiave è trovare cambiamenti accettabili e sostenibili nella dieta e
nello stile di vita per cambiare questa tendenza.
Come riassunto dal documento dell'American Dietetic Association [i], è stato
dimostrato che le diete vegetariane appropriatamente bilanciate sono salutari, nutrizionalmente adeguate, e benefiche nella prevenzione e cura di specifiche malattie.
Le diete vegetariane sono appropriate per tutti gli stadi del ciclo vitale
ed è stato costatato in modo consistente che i vegetariani occidentali sono
più leggeri dei loro compatrioti carnivori. Una dieta a base vegetale
incoraggia anche un uso più equo e solidale delle risorse della terra mentre
evita i danni crescenti di malattie che vengono da animali e contaminazione
di metalli pesanti presenti nei pesci, in modo particolare in gravidanza e
infanzia.
Una dieta con molte fibre riduce l'obesità e probabilmente diminuisce il
rischio di diabete e malattie cardiovascolari [ii] mentre i grassi saturi
aumentano il rischio di malattie cardiovascolari e probabilmente anche il
diabete. Sono particolarmente salutari frutta e verdura con colore chiaro.
Il rischio di obesità diminuisce spostandosi da una dieta con molti prodotti
animali, grani raffinati e zuccheri a un regime alimentare ricco di cibi
vegetali.
I vegetariani e in particolare i vegani hanno un'indice di massa corporea
media minore dei carnivori. Nello studio dei 7 paesi (Seven Countries
study), che associa fortemente grassi saturi con infarto, l'assunzione di
fibre era il più forte predittore dietetico di magrezza [iii]. The Finnish
Diabetes Prevention Trial[iv] pone obiettivi per 5 aspetti di regime
alimentare e stile di vita:attività fisica, riduzione di peso, più fibre,
riduzione dei grassi e in particolare di quelli saturi. Ci fu una riduzione
del 58% nel numero di sviluppare il diabete e un rapporto particolare con
il numero di obiettivi incontrati:
numero totale di obiettivi incontrati: 0 1 2 3 4 5
percentuale di sviluppare il diabete: 38 15 14 5 0 0
E’ stato dimostrato che un consistente spostamento verso un regime alimentare
più vegetale riduce il rischio di morte nei sopravvissuti dopo infarto. Il
Lyon Diet Heart Trial ha rimpiazzato burro e crema con magarina di olio di semi
di rapa (con molti omega3) e aumentato il consumo di frutta e verdura,
risultando in un 70% riduzione di mortalità dopo 2 anni.
Le caratteristiche di un regime alimentare che promuove la salute sono
chiare: più fibre, ferro, grassi omega3 e antiossidanti da frutta, verdura,
semi e chicchi interi, e meno grassi saturi.
Le industrie alimentari hanno un ruolo importante nel supportare o
sovvertire il mangiar sano. Gli individui possono scegliere il latte scremato
per proteggere la loro salute, ma come ha osservato il professore della
Harvard Walter Willett "una volta che una mucca è munta, il grasso di quel
latte è nelle scorte di cibo, e qualcuno finisce per berlo o mangiarlo."
Guacamole - una zuppa tradizionale vegetale - adesso contiene troppo spesso
una generosa quantità di grasso saturo dall'industria casearia non voluto. I
marchi dichiarano che solo il 2% di grasso (per volume o peso) quando il
prodotto puo' essere sopra il 30% in calorie (per esempio latte "con pochi
grassi") sono anche non tendenti a una scelta salutare del consumatore.
I cibi freschi preparati senza processi sono la soluzione migliore più
economica sia per il peso che per la salute, ma anche i cibi convenienti
possono essere migliorati in modo significativo da minori modifiche: le
fibre solubili possono essere aggiunte a molti cibi e i grassi saturi
possono essere rimpiazzati da olio di semi di ravizzone economico
e vivace senza compromettere il gusto o il costo.
Anche i politici hanno un ruolo chiave nel promuovere delle linee guida chiare di
salute pubblica , marchiatura migliore del cibo e sussidiarie per opzioni
più salutari. Per esempio, più della metà delle compagnie agricole inglesi
vanno alla produzione di carne rossa e latte (poche fibre e tanti grassi
saturi) e quasi nessuno all'orticoltura.
Invitiamo la WHO a considerare seriamente il potenziale di diete vegetariane
appropriate per affrontare la minaccia di obesità e aiutare lo sviluppo di
produzione di cibo sostenibile, soddisfacente, salutare e permissibile.
Dr. Igor Bukovsky
President of the European Vegetarian Union
www.european-vegetarian.org -
Stephen Walsh PhD, Science Co-ordinator, International Vegetarian Union.
http://www.ivu.org/ - science@ivu.org
Translated by
Cristina Mirizzi
Associazione Vegetariana Italiana
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For more information, see Plant Based Nutrition and Health,
published September 2003, ISBN 0-907337-26-0
or contact science@ivu.org
or EVU secretary
[i] Journal of the American Dietetic Association 2003; 103: 748-765,
Position of the American Dietetic Association and Dietitians of Canada:
Vegetarian diets.
[ii] Diet, nutrition and the prevention of chronic disease, 2003, WHO
Technical Report Series 916
[iii] Daan Kromhout et al., International Journal of Obesity, 2001; 25:
301-306, Physical activity and dietary fibre determines population body
fat
levels: the Seven Countries Study.
[iv] Tuomilehto (2001): Jaakko Tuomilehto et al., New England Journal
of
Medicine, 2001; 344: 1343-1350, Prevention of type 2 diabetes mellitus
by
changes in lifestyle among subjects with impaired glucose tolerance.
[v] De Lorgeril (1999): Michel de Lorgeril et al., Circulation, 1999;
99:
779-785, Mediterranean diet, traditional risk factors, and the risk of
cardiovascular complications after myocardial infarction.
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